Atto Camera
Interrogazione a risposta in Commissione 5-06081
presentata da
ELISABETTA ZAMPARUTTI
mercoledì 1 febbraio 2012, seduta n.580
ZAMPARUTTI, BELTRANDI, BERNARDINI, FARINA COSCIONI, MECACCI e MAURIZIO
TURCO. – Al Presidente del Consiglio dei ministri, al Ministro dello sviluppo economico, al
Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, al Ministro delle politiche agricole,
alimentari e forestali, al Ministro per i beni e le attività culturali.
-Per sapere – premesso che:
l’articolo 4, comma 4, del decreto legislativo n. 28 del 3 marzo 2011, dispone che «I gestori di rete, per la realizzazione di opere di sviluppo funzionali all’immissione e al ritiro dell’energia prodotta da una pluralità di impianti non inserite nei preventivi di connessione, richiedono l’autorizzazione con il procedimento di cui all’articolo 16, salvaguardando l’obiettivo di coordinare anche i tempi di sviluppo delle reti e di sviluppo degli impianti di produzione»; inoltre, l’articolo 17, comma 1, in materia di interventi per lo sviluppo delle reti elettriche di trasmissione prevede che, «Terna S.p.A. individua in un’apposita sezione del Piano di sviluppo della rete di trasmissione nazionale gli interventi di cui all’articolo 4, comma 4, tenendo conto dei procedimenti di autorizzazione alla costruzione e all’esercizio degli impianti in corso»; si tratta di disposizioni che come ebbe a dire il Ministro pro tempore Paolo Romani servivano ad «evitare truffe, speculazioni e soprattutto per evitare che ci fosse chi utilizzasse leggi emanate per finalità giuste, ma per raggiungere fini che invece non lo sono»; il suddetto piano di sviluppo (PdS) della rete di trasmissione nazionale (RTN) è un documento che deve essere predisposto annualmente ed essere approvato dal Ministero dello sviluppo economico prima che le opere elettriche (nella fattispecie stazioni elettriche trasformazione) siano autorizzate. Inoltre, tale piano di sviluppo deve essere sottoposto annualmente a valutazione ambientale strategica (VAS) ai sensi del decreto legislativo n. 152 del 3 aprile 2006, prima del decreto liberalizzazioni (articolo 23 del citato decreto) e in ogni caso ad una verifica, annuale, di assoggettabilità alla valutazione ambientale strategica; tuttavia si evidenziano irregolarità da parte della società Terna S.p.A., negli anni 2010-2011,
relativamente a stazioni in Basilicata, Puglia e Campania:
- autorizzazione da parte della regione Puglia (determinazione dirigenziale del servizio energia, reti e infrastrutture materiale per lo sviluppo – n. 219 del 30 settembre 2010) di un impianto fotovoltaico di circa 10 mega watt dell’Agrienergy di Bari s.r.l. e dell’opera connessa stazione elettrica di Terna 150/380 kV a Spinazzola nella provincia di Barletta-Andria-Trani, da collegare sulla linea 380 kV denominata «Matera-Bisaccia», ex «Matera-S. Sofia». Stazione elettrica autorizzata con irregolarità paesaggistiche ed ambientali, irregolarità nella procedura espropriativa, varianti progettuali mai autorizzate, false dichiarazioni da parte di funzionari di Terna negli elaborati progettuali della stazione, parere contrario da parte della Soprintendenza (settembre 2011). Vi sono indagini in corso da parte del Corpo forestale dello Stato. L’autorizzazione è stata inizialmente annullata in autotutela. Successivamente è ritornata efficace e oggi, è nuovamente in fase di riesame da parte della regione Puglia. Tale stazione elettrica, già autorizzata nell’ambito del progetto dell’Agrienergy, è assente nel
piano di sviluppo vigente all’epoca dell’autorizzazione (PdS 2009) e comunque non presente in tutti i piani di sviluppo successivamente approvati, ma presente solamente nella proposta al piano di sviluppo 2011 della RTN; in tale proposte la società Terna, a pagina 124, afferma che «in data 30 settembre 2010 è stato emesso dal Ministero dello sviluppo economico il decreto autorizzativo alla costruzione ed all’esercizio della futura SE 380 kV di Spinazzola». Il Ministero dello sviluppo economico tuttavia non avrebbe potuto mai emettere il decreto autorizzativo della stazione elettrica
di Spinazzola assente in un piano di sviluppo approvato dallo stesso Ministero;
- autorizzazione da parte della regione Campania (decreto dirigenziale dell’A.G.C. 12 – sviluppo economico – settore 4 – n. 377 del 14 luglio 2010) di un impianto eolico di 40 mega watt della Essebiesse Powe s.r.l. e dell’opera connessa stazione elettrica Terna 150/220 kVa Montesano S.M. (Salerno) da collegare sulla linea 220 kV denominata «Rotonda-Tusciano». Risulterebbero irregolarità paesaggistiche ed ambientali. Vi sarebbero il parere contrario da parte della Soprintendenza (luglio 2011), la violazione dell’articolo 4, comma 4, del decreto legislativo n. 28 del 3 marzo 2011 essendo la Società Essebiesse Power s.r.l. ad avere chiesto ed ottenuto l’autorizzazione della stazione per conto di Terna. Relativamente a questa stazione si segnala la sospensione dei lavori e il sequestro del cantiere da parte del Corpo forestale dello Stato attivato dalla procura della Repubblica presso il tribunale di Sala Consilina (novembre 2011) ed in questi giorni, l’ordinanza di demolizione della stazione elettrica che rappresenta il caso più eclatante di abusivismo da parte di Terna. Tale stazione elettrica, già autorizzata, è assente nel piano di sviluppo vigente all’epoca dell’autorizzazione (PdS 2009) e comunque non presente in tutti i piani di sviluppo successivamente approvati, ma presente solamente nella proposta al piano di sviluppo 2011 del RTN. In tale proposta la società Terna, a pagina 124, afferma che «in data 14 luglio 2010 è stato emesso dal Ministero dello sviluppo economico il decreto autorizzativo alla costruzione ed all’esercizio della futura SE 380 kV di Montesano sulla Marcellana». Il Ministero dello sviluppo economico non avrebbe potuto mai emettere, il decreto autorizzativo della stazione elettrica di Montesano assente in un piano di sviluppo approvato dallo stesso Ministero;
- autorizzazione presso la regione Campania della stazione Terna 150/380 kV ad Ariano Irpino (Avellino) da collegare sulla linea 380 kV denominata «Benevento 2 – Foggia». Risulterebbero irregolarità paesaggistiche ed ambientali, e il parere contrario da parte della Soprintendenza (maggio 2011) e il parere contrario del consiglio comunale che aveva espresso il proprio parere favorevole esclusivamente all’impianto eolico, pensando di non doversi esprimere anche sulla
stazione elettrica. Tale stazione elettrica è assente da ogni piano di sviluppo e non figura neppure nella proposta al piano di sviluppo 2011 della RTN;
- autorizzazione presso la regione Basilicata, la stazione Terna 150/380 kV a Montemilone (Potenza) da collegare sulla linea 380 kV denominata «Matera-S. Sofia». Risulterebbero il parere contrario da parte della Soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistici della Basilicata (agosto 2011) il parere contrario riguardante l’impianto eolico della Novawind Sud srl e dell’opera connessa stazione elettrica Terna inclusa nel medesimo progetto. Tale stazione elettrica è assente
nei piani di sviluppo e non figura neppure nella proposta al piano di sviluppo 2011 della RTN; si fa presente inoltre che la regione Campania ha inviato all’amministrazione del comune di Polla (Salerno) una nota per la partecipazione ad una conferenza di servizi in merito alla realizzazione di un impianto eolico di 48 mega watt della società Green Energy S.r.l. con sede a Napoli, da realizzare a Caggiano e Polla. In realtà, già nel 2008, le amministrazioni di Polla e Caggiano avevano già espresso parere favorevole all’impianto eolico. Nella nota di invito alla conferenza di servizi, la regione Campania fa cenno ad una novità, non annunciata dall’azienda due anni prima: la realizzazione di una mega-stazione elettrica di Terna S.p.A. per la trasformazione a 380 Kw su una superficie di 60.000 metri quadrati nell’ambito del progetto della Green Energy S.r.l. Nel maggio 2011, il comune di Polla, respinge la realizzazione della centrale Terna affermando che: «non era prevista ed è troppo grande» e accennando ad un sospetto: «le società che hanno presentato progetti di parchi eolici nei Comuni vicini a quello di Polla… fanno presupporre che le stesse siano tra loro collegate, in particolare evidenziandosi che due di esse risultano avere la sede legale al medesimo indirizzo, e ciò fa sorgere dubbi sulla trasparenza degli atti proposti»; la struttura viene considerata necessaria, in un precedente verbale regionale, da Terna spa, Green Energy srl e Eolica Campana srl, società quest’ultima che ha presentato un progetto da 50 mega watt eolici ad Atena Lucana. Anche in questo caso la stazione elettrica è assente dai piani di sviluppo e non figura neppure nella proposta al piano di sviluppo 2011 della RTN; Polla sembra essere meta ambita per allacciare e trasportare l’elettricità, da altri impianti poiché in
Basilicata ci sono almeno quatto parchi eolici collegati a Polla: il 25 marzo 2011, la società Compagnia Generali Investimenti srl con sede legale a Milano ed amministrativa a Napoli, presenta alla regione Basilicata un progetto per un impianto eolico situato nei comuni di Vietri di Potenza e Savoia di Lucania, composto da 20 aerogeneratori della potenza di 3 mega watt cadauno con relative opere di allacciamento alla rete elettrica nei comuni di Polla (Salerno) e Sant’Angelo Le Fratte; il 3 marzo 2011, la società Genertech srl con sede legale a Potenza presenta alla Regione Basilicata un progetto per un impianto eolico di 8 aerogeneratori situato nel comune di Sant’Angelo le Fratte con realizzazione di impianti di rete e di utenza a Polla; l’8 marzo 2011, la società Burgentia Energia srl con sede legale a Tito Scalo presenta alla regione Basilicata un progetto per un impianto eolico di 8 aerogeneratori situato nel comune di Brienza con realizzazione di impianti di rete e di utenza a Polla; nel luglio 2011, la società Agrienergia Lucania Società Agricola srl con sede a Postiglione (Salerno) presenta alla regione Basilicata ai sensi della legge regionale n. 47 del 1998, l’istanza per il parere VIA relativa ad un progetto di impianto eolico nel comune di Savoia di Lucania, composto da 15 aerogeneratori della potenza di 2 mega watt
cadauno, con realizzazione di impianti di rete e di utenza a Polla e Sant’Angelo le Fratte. Non è chiaro se per tutti questi parchi servisse la mega-centrale, ma è certo che tutti i progetti riguardano Polla; in particolare per quanto riguarda la stazione elettrica di Spinazzola, si fa presente che sono oggetto di espropriazione (signori Donato ed Alessandro Cancellara) terreni agricoli ad alta produttività in agro di Spinazzola (BT) per la realizzazione di una mega-stazione elettrica (oltre 76.000 metri quadrati di superficie) di cui la società Terna S.p.A. è proprietaria/committente, che viene rappresentata dalla Agrienergy di Bari S.r.l. nella promozione dell’espropriazione e che figura anche come la società che ha chiesto e ottenuto l’autorizzazione della stazione per conto di Terna, in contrasto con quanto previsto dall’articolo 4, comma 4, del decreto legislativo n. 28 del 3 marzo 2011 per il quale deve essere Terna a chiedere l’autorizzazione; la stazione elettrica di Spinazzola, dovrebbe servire l’impianto fotovoltaico della stessa società Agrienergy di circa 10 mega watt di potenza rispetto alla quale viene definita «opera connessa» all’impianto ma che nella realtà presenta una capacità di 1000 mega watt (100 volte maggiore); la suddetta stazione inoltre è assente nel piano di sviluppo vigente all’epoca dell’autorizzazione (PdS 2009) e comunque non presente in tutti piani di sviluppo successivamente approvati, ma presente
solamente nella proposta al piano di sviluppo 2011 della RTN; dove viene presentata da Terna come un’opera che consentirà la connessione degli impianti fotovoltaici locali. Ad oggi nessun impianto fotovoltaico, con connessione alla stazione Terna, è stato realizzato. Inoltre, in base alla chiusura del registro per i megaimpianti fotovoltaici da parte del GSE, è realistico pensare che nessuno di questi mega-impianti fotovoltaici verrà mai realizzato, per impossibilità di accedere agli incentivi statali; da ciò deriva inutilità della stessa stazione elettrica di Spinazzola nel modo in cui è stata presentata da Terna nella proposta del PdS 2011; in realtà, grazie all’accesso agli atti (da parte dell’ingegner Donato Cancellara) presso alcuni comuni, si apprende che la stazione elettrica servirà per svariati impianti eolici ricadenti sia nella regione Puglia che nella regione Basilicata. Per tutti questi impianti, fortunatamente nessuno di essi risulta finora autorizzato, viene riportato a giudizio degli interroganti illogicamente ed irrazionalmente, nei vari elaborati progettuali, la stazione elettrica di Terna in agro di Spinazzola, come punto di connessione;
trattasi dei seguenti impianti:
impianto eolico denominato «La Tufara» di 90 mega watt della società Guastamacchia S.p.A.;
impianto eolico denominato «Macchia» di 39.6 mega watt della società Guastamacchia S.p.A.;
impianto eolico di 33 mega watt della società TRE Tozzi-Renewable S.p.A.;
impianto eolico di 63 mega watt della società TRE Tozzi-Renewable S.p.A.;
impianto eolico denominato «Casalini» di 37.5 mega watt della società Alisei Wind S.r.l.;
impianto eolico denominato «Piano di Cammera» di 37.5 mega watt della Castel del Vento S.r.l.;
impianto eolico denominato «Ariaccia» di 37.5 mega watt della società Andromeda Energy S.r.l.;
impianto eolico denominato «Santissima» di 63 mega watt della società Eolica Spinazzola S.r.l.;
impianto eolico denominato «Santa Lucia» di 81 mega watt della società Eolica Spinazzola S.r.l.;
impianto eolico di 20 mega watt della società Quattordici S.p.A.;
impianto eolico di 81 mega watt della società Eolica Pugliese s.r.l.;
impianto eolico di 114 mega watt della società Sviluppo Energia S.r.l.;
impianto eolico di 84 mega watt della società Valore Energia S.r.l.;
impianto eolico di 57.8 mega watt della società Meltemi Energia S.r.l.;
Impianto eolico di 37.5 mega watt della EDP Renevables Italia S.r.l.;
impianto eolico di 270 mega watt della società FRI-EL S.p.A.;
poiché dunque la stazione elettrica di Spinazzola è stata comunque autorizzata con la determinazione direttoriale n. 219/2010 come opera connessa all’impianto fotovoltaico della Agrienergy di Bari s.r.l. (della potenza di circa 10 mega watt) quando nella realtà ha una capacità di gran lunga superiore (1000 mega watt) e dunque rappresenta un’opera elettrica necessaria per svariati altri impianti, avrebbe dovuto essere sottoposta ad un’apposita istruttoria che non è mai stata
attivata, quella relativa al decreto ministeriale 10 settembre 2010 del Ministero dello sviluppo economico «Linee guida per l’autorizzazione degli impianti alimentati da fonti rinnovabili» all’Allegato Parte I articolo 3.2 – Opere connesse e infrastrutture di rete – che recita: «……il gestore di rete tiene conto in modo coordinato delle eventuali altre richieste di connessione di impianti riferite ad una medesima area e può, a seguito di apposita istruttoria, inserire nel preventivo per la connessione una stazione di raccolta potenzialmente asservibile a più impianti purché ricadenti nel campo di applicazione del presente decreto»; infatti, dalla visione di tutti i preventivi per la connessione, definiti tecnicamente STMG (soluzione
tecnica minima generale), pur venendo citata la stazione Terna come punto di connessione, tale stazione elettrica non rientra nel preventivo così come prescrive il decreto ministeriale 10 settembre 2010 in aggiunta alla richiesta di attivazione di un’apposita istruttoria; in tutti i preventivi è riportato unicamente il costo di 450 k€ dell’impianto di rete della connessione
rappresentato dal singolo stallo di arrivo produttore a 150 kV nella stazione elettrica di Terna rispetto alla quale si fa notare che la stazione elettrica di Terna prevede ben 12 stalli di cui alcuni condivisi con diversi produttori; la stazione elettrica di Spinazzola comporta un notevole aggravio delle condizioni ambientali e paesaggistiche oltre che un alto impatto visivo dato che la medesima costituisce un forte elemento intrusivo in un ambiente puramente agricolo creando notevoli conflitti ambientali e paesaggistici, come già evidenziato dall’associazione Italia Nostra – sezione Bari – BAT, nella nota inviata dalla professoressa Spagnolo all’autorità ambientale competente quale la provincia BAT – servizio ambiente. Infatti, l’opera in questione non si va ad inserire in un nucleo omogeneo di architettura industriale, bensì trattasi di una mega opera elettrica (oltre 76.000 metri quadrati di superficie, più le opere accessoria) isolata ed in un contesto strettamente naturalistico, in disaccordo, a giudizio degli interroganti, con le direttive della Commissione europea che più volte hanno ribadito necessità e l’urgenza di innalzare il livello di attenzione per le ricadute ambientali e paesaggistiche in merito alla costruzione delle infrastrutture energetiche; eppure non risulta che sia stata fatta un’analisi delle ipotesi localizzative alternative, né che, qualora non vi fossero alternative, sia documentato e dimostrato che, come spesso accade, la scelta sia dettata dalla convenienza progettuale piuttosto che dall’assenza di alternative offerte dal territorio; nonostante l’irrazionalità nella scelta dei siti, con evidenti problemi paesaggistici, le stazioni elettriche di Spinazzola e di Montesano, pur non essendo presenti in nessuno di piani di sviluppo approvati dal Ministero dello sviluppo economico (ma solo nella proposta al piano di Sviluppo 2011) sono comunque autorizzate dalle amministrazioni regionali. Tra l’altro, la regione Puglia e la regione Campania, autorizzano le stazioni elettriche di Terna s.p.a., non perché ne abbia fatto richiesta la stessa Terna, essendo proprietaria/committente, ma per richiesta della singola società proponente un impianto da fonte rinnovabile e proprietaria esclusivamente del virtuale impianto; le possibili irregolarità dunque, a giudizio degli interroganti, sono suscettibili di arrecare ingiusti vantaggi a poche società e un altrettanto ingiusto danno alla collettività nonché a coloro i quali dovrebbero vedersi espropriati ingiustamente i propri terreni per realizzare, sempre ad avviso degli interroganti, illogicamente, opere ad alto impatto per l’ambiente ed il paesaggio; il recente decreto sulle liberalizzazioni, all’articolo 23 (semplificazione delle procedure per l’approvazione del piano di sviluppo della rete di trasmissione nazionale) prevede che:
«1. Fermi restando l’obbligo di predisposizione annuale di un Piano di sviluppo della rete di trasmissione nazionale e le procedure di valutazione, consultazione pubblica ed approvazione previste dall’articolo 36, comma 12, del decreto legislativo 1o giugno 2011, n. 93, il medesimo Piano è sottoposto annualmente alla verifica di assoggettabilità a procedura VAS di cui all’articolo 12 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 ed è comunque sottoposto a procedura VAS ogni tre anni.
2. Ai fini della verifica di assoggettabilità a procedura VAS di cui al comma precedente, il piano di sviluppo della rete e il collegato rapporto ambientale dovranno evidenziare, con sufficiente livello di dettaglio, l’impatto ambientale complessivo delle nuove opere»; per quanto riguarda la regione Puglia, si evidenzia una proliferazione anomala, fuori da ogni logica, soprattutto se confrontata con il ridotto numero di stazioni elettriche previste in qualunque altra regione, poiché le mega-stazioni elettriche di Terna (capacità dai 700 ai 1000 mega watt a servizio di centinaia di mega watt prodotti da decine di impianti eolici, molti dei quali non ancora realizzate comportanti l’occupazioni decine di migliaia di metri quadrati di superficie di terreno agricolo ad alta produttività previste in questa regione sono almeno 23:
1. stazione Terna a Deliceto (Foggia) già realizzata;
2. stazione Terna a Troia (Foggia) già realizzata;
3. stazione Terna a Gastellaneta (Taranto) in costruzione;
4. stazione Terna a Galatina (Lecce) in costruzione;
5. stazione Terna a Brindisi Sud (Brindisi) in costruzione;
6. stazione Terna a Gravina di Puglia (Bari) già autorizzata;
7. stazione Terna a Spinazzola (Barletta-Andria-Trani) già autorizzata;
8. stazione Terna a Erchie (Brindisi) già autorizzata;
9.stazione Terna a Cerignola (Foggia) in autorizzazione;
10. stazione Terna a Manfredonia (Foggia) in autorizzazione;
11. stazione Terna a Torre Maggiore (Foggia) in autorizzazione;
12. stazione Terna a Lucera (Foggia) in autorizzazione;
13. stazione Terna a San Paolo Civitate (Foggia) in autorizzazione;
14. stazione Terna a Latiano (Brindisi) in progettazione;
15. stazione Terna a Palo del Colle (Bari) in progettazione;
16. stazione Terna a Leveranno (Lecce) in progettazione;
17. stazione Terna a Crispiano (Taranto) in progettazione;
18. stazione Terna a Cellino San Marco (Brindisi) in progettazione;
19. stazione Terna a Francavilla (Brindisi) in progettazione;
20. stazione Terna a Castel Nuovo di Daunia (Foggia) in progettazione;
21. stazione Terna a Casamassima (Bari) in progettazione;
22. stazioneTerna a Ruvo di Puglia (Bari) in progettazione;
23. stazione Terna a Andria (Barletta-Andria-Trani) in progettazione;
uno studio di valutazione ambientale strategico che considerasse, nella sola regione Puglia, tutte le stazione elettriche elencate oltre a quelle già presenti sul territorio, nonché le stazioni elettriche di utenza necessarie per ciascun impianto eolico (alcune migliaia di metri quadrati di superficie per ciascuna di esse), dovrebbe necessariamente avere esito negativo per una notevole ed ingiustificata invasività sull’ambiente e sul paesaggio. Per tale motivo, tali stazioni elettriche vengono autorizzate, possibilmente realizzate in tempi rapidi (10-12 mesi) e solo successivamente inserite, un po’ per volta, nei piani di sviluppo. Ciò evita di fornire, a chi dovrebbe eseguire la valutazione ambientale strategica, il quadro complessivo di tutte le opere elettriche che si vorrebbero inserire sul territorio -: se non ritenga il Governo di inviare con la massima urgenza un’ispezione al comando dei carabinieri per la tutela dell’ambiente al fine di accertare quanto rappresentato in premessa circa l’operato di Terna in Basilicata, Puglia e Campania, segnalando le eventuali violazioni di legge all’autorità
giudiziaria per i seguiti di competenza; come intenda il Governo rafforzare la tutela dell’ambiente e del paesaggio conformemente a quanto richiesto dalle direttive della Commissione europea che più volte hanno ribadito la necessità e
l’urgenza di innalzare il livello di attenzione per le ricadute ambientali e paesaggistiche in merito alla costruzione delle infrastrutture energetiche nonché dal Protocollo sull’efficienza energetica e sugli aspetti ambientali correlati (entrato in vigore il 16 aprile 1998);
come intenda il Governo affrontare l’anomalo ed inquietante proliferare di mega-stazioni elettriche di Terna Spa nella regione Puglia, ciascuna delle quali ricopre, puntualmente, decine di migliaia di metri quadrati di superficie di terreno agricolo ad alta produttività, in contesti estranei a qualunque tipo di attività economica industriale come quella che si vuole realizzare.
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Eolico a Bagnoregio, presentata un’interrogazione parlamentare ai ministri
Galan, Prestigiacomo e Brambilla
marted ì 10 maggio 2011 – 17:27:17
BAGNOREGIO
(A.O.) -
Eolico a Bagnoregio. Dopo le innumerevoli polemiche che si sono succedute nei giorni scorsi, in merito all’installazione di un impianto eolico nel Comune di Bagnoregio, il dibattito è stato oggetto di un’interrogazione parlamentare
(da parte degli onorevoli Bucchino, Fedi, Porta, Cesa e Gianni Farina) al ministro per i Beni e le Attivit à culturali, al ministro dell’Ambiente e della tutela del territorio e le attivit à del mare e al ministro del Turismo:
Di seguito il testo dell’interrogazione:
Premesso che è universalmente riconosciuta la validit à di scelte strategiche tese a diversificare le fonti di produzione energetiche con sistemi di energia Bagnoregio (VT), al fine di ottenere giudizio di compatibilit à ambientale e di verifica di incidenza naturalistica; tale progetto consiste nella realizzazione di un impianto eolico localizzato in una zona residenziale e agricola denominata localit à Campolungo e costituito da n. 20 aerogeneratori dell’altezza di circa 146 metri; l’impatto elevato sarebbe inoltre e soprattutto il rischio di danneggiare il settore paesaggistico e turistico del territorio che proprio dalla sua specificit à ambientale Bagnoregio, dal Lago di Bolsena e dai Monti Vulsini) trae vitali benefici per la sua economia; la provincia di Viterbo e la regione Lazio nel giugno 2009, al fine di per le questioni suesposte nella zona interessata stanno sorgendo vari comitati di base molto preoccupati e intenzionati a fermare il progetto che rischia lo stesso sindaco di
Bagnoregio, Francesco Bigiotti, ha pi ù volte manifestato la netta contrarietà alla realizzazione del parco
eolico in virtù dell’impatto ambientale che la sua realizzazione verrebbe ad avere su un territorio ricco di caratteristiche paesaggistiche di altissimo pregio se i Ministri interrogati non ritengano opportuno avviare, per quanto di competenza, un’ampia verifica al fine di tutelare il patrimonio storico, ambientale

