Siete prigionieri di una civiltà che vi obbliga a distruggere il mondo per sopravvivere. Ishmael - Daniel Quinn
"ReSeT"
Rete di Salvaguardia del Territorio
ASSOCIAZIONE CULTURALE PER L'AUTODETERMINAZIONE E LA PROMOZIONE TERRITORIALE

Archivi del mese: giugno 2012

ilvostro.it

Sono decine di migliaia gli addetti alla manutenzione delle foreste in Italia,  spesso “sfigati” che lavorano in media per 78 giorni l’anno. Combinano poco, ma è garantito l’assegno di disoccupazione per l’intero anno. Proliferano le assunzioni clientelari, soprattutto al sud, mentre incendi e disboscamenti avanzano

Daniele Romano

Operai forestali al lavoro in inverno Operai forestali al lavoro in inverno

 

A che cosa servono 50mila operai forestali se, come ha rivelato una nostra inchiesta, non riescono nemmeno a prevenire la distruzione annuale di migliaia di ettari per opera delle fiamme? In effetti, li chiamano “forestali”,  ma in realtà  tali propriamente non sono, non hanno qualifiche per definirsi o essere definiti tali, se non gli anni, o i decenni, di esperienza consolidata, anno dopo anno, direttamente sul campo, richiamati, se il politico di turno lo vuole, a ripulire boschi e foreste, a sfalciare erba, a rimuovere tronchi e ramaglie dal letto di fiumi, a spegnere incendi. Continua a leggere

2011 anno Internazionale delle foreste
Dai documenti Wilderness gennaio-marzo 2012 leggiamo la presa di posizione del Segretario Nazionale sig. Zunino Franco sul problema della tutela dei boschi “obiettivo ampiamente raggiunto dall’AIW… Non si capisce come mai valga più piantare un albero di pochi decimetri di altezza che non impedire il taglio di un albero di alto fusto o anche solo ceduo! Le foreste osannate, soprattutto quelle del terzo mondo, ma raramente protette, specie quando si chiamano boschi e anziché estendersi nell’Amazonia si trovano sulle nostre montagne… L’anno delle foreste non aveva solo lo scopo di favorire la loro conservazione ma anche di focalizzare l’interesse verso un saggio utilizzo in quanto risorsa rinnovabile. Continua a leggere

A ridosso di una civile abitazione e di una struttura turistico ricettiva, la centralina di un impianto fotovoltaico va a fuoco. La famiglia che da anni vive questa convivenza forzata, ed imposta tra mille anomalie amministrative, con estremo allarme, visti i precendi casi di incidenti, uno su tutti il famigerato incendio di Burnstad generato da una centralina elettrica  e poi estesosi a tutto l’impianto pv, ha dovuto chiamare i pompieri e vigilare sull’andamento dei soccorsi. Pare che perfino la guardiania fosse assente dal presidio dell’impianto, tutto in stato d’abbandono quindi. Continua a leggere

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